Ciao Carlo, ho appena finito di leggere il tuo romanzo "Il Falsario di Reliquie" che ha vinto l'edizione 2015 del difficilissimo torneo Ioscrittore (https://www.ioscrittore.it/ Il che prevede che gli stessi autori leggano e giudichino dieci fra le altre opere in concorso. Vincitore assoluto, hai sbaragliato quasi 4.000 concorrenti. Il tuo è un romanzo che si inserisce in un filone classico, il giallo storico, ma, allo stesso tempo, ha una serie di caratteristiche originali: basato su eventi accaduti realmente, la scrittura volutamente moderna, l'accuratezza della lingua e della ricerca. Tra le righe, poi, si legge una rilettura critica della storia e della contemporaneità. Sono andata troppo oltre?

 

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09/11/2018, 15:20



Ieri-abbiamo-preso-la-lode--


 



Il ruolo del relatore

Sono una docente universitaria part time per questo non riesco a prendere molte tesi, anche se difficilmente ne rifiuto qualcuna. La mia materia, Organisational Psychology, è una materia 
"minore" nel Master of Science of Business Administration, gli studenti sono ragazzi da tutto il 
mondo che hanno scelto di seguire un corso in inglese, in Italia, e qualche studente italiano.
Sono curiosi, vivaci, interagiscono, fanno domande, si fermano alla pausa e alla fine della lezione
per saperne di più. Chiedono altri libri, altri spunti. Alla fine del corso vado via con un pezzettino di
ciascuno di loro, chissà se loro vanno via con un pezzettino di me in cambio.
Anche gli studenti che sostengono l’esame senza frequentare sono spesso brillanti. Li conosco 
comunque perché chiedo anche ai non frequentanti un piccolo saggio. Mi serve per capire come 
ragionano, come scelgono gli argomenti, che cosa vogliono analizzare.

Ieri c’è stato un altro graduation day, le sessioni di laurea. Ci sono andata anche se avevo ancora i 
postumi di una brutta influenza e una sola tesi per la mia materia.
Mi piace guardare gli studenti, sono bellissimi. È chiaro che indossano abiti "da grande" 
che (ancora?) non gli appartengono. Molti sono emozionati. Mi domando che cosa pensano le loro 
famiglie mentre ascoltano le loro appassionate presentazioni nella lingua di Albione, quanti di loro 
capiscano quello che i loro ragazzi, di cui sono giustamente orgogliosi, stanno dicendo, quanti 
capirebbero quei lavori sofisticati, ispirati, innovativi, anche se fossero in italiano. 
Mi volto spesso indietro a osservare il pubblico, gli altri studenti in attesa, i genitori, e sorrido, 
credo che non sia tipico dei professori, infatti in risposta ricevo spesso uno sguardo perplesso. 
È che non posso fare a meno di pensare a quanto quel giorno resterà impresso nella loro memoria, 
il giorno della loro laurea. Mi domando che cosa ricorderanno di più? E spero che sarà 
sempre un ricordo felice cui attingere con fiducia in qualche giorno di pioggia. 

Ieri la studentessa è stata brillantissima. Viste le mie condizioni penose, i colleghi gentilmente 
hanno pensato di sussurrarmi, quando ha finito: "se vuoi andare vai pure tranquilla, la tua è bravissima". 
Mi sono sentita invadere da un’ingiustificata sensazione di fierezza e gratitudine. Non è certo 
merito mio se la studentessa è brava, ma sono fiera e grata che mi abbia scelta e di essere stata, 
in qualche modo, il veicolo di una felicità. 

Abbiamo preso la Lode. 


Auguro a tutti momenti di insensata gratitudine.  



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