Ciao Carlo, ho appena finito di leggere il tuo romanzo "Il Falsario di Reliquie" che ha vinto l'edizione 2015 del difficilissimo torneo Ioscrittore (https://www.ioscrittore.it/ Il che prevede che gli stessi autori leggano e giudichino dieci fra le altre opere in concorso. Vincitore assoluto, hai sbaragliato quasi 4.000 concorrenti. Il tuo è un romanzo che si inserisce in un filone classico, il giallo storico, ma, allo stesso tempo, ha una serie di caratteristiche originali: basato su eventi accaduti realmente, la scrittura volutamente moderna, l'accuratezza della lingua e della ricerca. Tra le righe, poi, si legge una rilettura critica della storia e della contemporaneità. Sono andata troppo oltre?

 

dropdown
LOGOPNG

facebook
twitter
linkedin
instagram

Il Fattore Umano

Il Fattore Umano


facebook
twitter
linkedin
instagram

Powered by Sinecotec Srl -© 2019 Il Fattore Umano. All Rights Reserved - Privacy Policy - FAQ

22/02/2019, 19:13



Digitale-o-carta?-La-differenza-che-conta


 




Video, ebooks o libri: come impariamo meglio?   



Chi mi conosce sa che non amo i documentari, i video e i tutorial e che quando provo a imparare qualcosa leggere è ancora il mio modo preferenziale per farlo. Inoltre, se voglio studiare, per me la lettura su carta è ancora il modo migliore, mentre il mezzo digitale lo uso, ormai quasi sempre, per la narrativa. Mi sono chiesta se fosse una mia caratteristica e non, piuttosto, la caratteristica di molte o almeno di una categoria di persone. Così mi sono messa a fare qualche ricerca. 


Il digitale facilita davvero l’apprendimento? 



Il web è pieno di studi scientifici che, in larga parte, sostengono che non ci sia molta differenza tra l’apprendimento digitale fatto attraverso i video o leggendo su schermo ma ce ne sono un bel po’, invece, che affrontano la differenza tra apprendimento su supporto digitale e apprendimento su carta. In particolare, ce n’è uno riportato dal sito del World Economic Forum che parte dal presupposto che gli studenti di oggi si vedono come i primi nativi digitali, la prima generazione a crescere circondata da smartphone, tablet e e-reader. 
Nel 2009, la California ha approvato una legge che richiede che tutti i libri di testo universitari siano disponibili in formato elettronico entro il 2020; nel 2011, i legislatori della Florida hanno approvato una legge che impone alle scuole pubbliche di convertire i loro libri di testo in versioni digitali.

Questa tendenza potrebbe far presumere che la familiarità e la preferenza degli studenti per la tecnologia si traduca in migliori risultati di apprendimento. Ma, a quanto pare, non è proprio così.  


Comprendere più velocemente, o comprendere meglio?



Lo studio riportato mostra che, nonostante gli studenti riportassero di preferire e operare meglio quando leggevano su schermi la loro effettiva prestazione tendeva a essere peggiore. In alcune ricerche del 1992, esaminate per lo studio, si era riscontrato che gli studenti erano in grado di comprendere meglio le informazioni, per testi che erano più lunghi di una pagina, se erano stampati. Questo sembra essere correlato all’effetto che lo scrolling ha sulla comprensione, anche se sono ancora pochi gli studi sull’argomento. 
 Per esplorare ulteriormente questi modelli, gli autori dell’articolo hanno condotto tre ricerche che hanno esplorato la capacità degli studenti universitari di comprendere le informazioni su carta e su schermo. 
Gli studenti hanno prima valutato le proprie preferenze medie. Dopo aver letto due passaggi, uno online e uno in stampa, questi stessi studenti hanno poi completato tre compiti: descrivere l’idea principale contenuta nei testi,elencare i punti chiave trattati, fornire qualsiasi altro contenuto pertinente che potessero ricordare.Quando hanno finito, è stato chiesto loro di dare un’autovalutazione delle loro prestazioni di comprensione.   
I testi utilizzati nella ricerca avevano lunghezze diverse, e si sono raccolti vari tipi di dati (ad es. tempo di lettura). È emerso che sebbene una maggioranza di studenti preferisse leggere digitalmente, la lettura fosse significativamente più veloce online rispetto alla stampa e gli studenti giudicassero la loro comprensione come migliore online rispetto alla stampa, la comprensione generale era migliore per la stampa rispetto alla lettura digitale. Il mezzo non aveva importanza per le domande generali (come capire l’idea principale del testo). Ma quando si trattava di domande specifiche, la comprensione era significativamente migliore quando i partecipanti leggevano i testi stampati. 



E quindi?

La conclusione cui è giunto lo studio è che bisognerebbe non dare per scontato che un mezzo sia migliore di un altro e neanche che il mezzo sia neutrale rispetto alla comprensione e alla capacità di analisi. Un altro dato interessante è che, nei casi in cui la comprensione del testo era stata migliore on line che su carta, gli studenti esaminati erano più lenti nella lettura on line che in quella su carta, questo fa emergere che un’eccessiva velocità, mediamente favorita nella lettura digitale, possa essere un ostacolo alla reale comprensione dei testi. Infine, concludono gli autori, sebbene ci possano essere ragioni economiche e ambientali per non usare la carta c’è qualcosa di importante che andrebbe perso con la fine della stampa e che non può essere misurato.   
"Nelle nostre vite accademiche, abbiamo libri e articoli a cui torniamo regolarmente. Le pagine spiegazzabili di queste preziose letture contengono righe di testo ornate di domande o riflessioni. È difficile immaginare un livello simile di coinvolgimento con un testo digitale."  
Insomma, come molti romantici dicono, toccare le pagine, sentirne l’odore, avere voglia di attardarsi tra le righe di un testo senza retroilluminazione, può fare la differenza per il nostro cervello, oltre che per il nostro cuore.  


E voi, come preferite imparare?  


https://www.weforum.org/agenda/2017/10/students-learn-better-from-books-than-screens-according-to-a-new-study   
Patricia A. Alexander, Professor of Psychology, University of Maryland  
Lauren M. Singer, Ph.D. Candidate in Educational Psychology, University of Maryland 



1
Create a website